PARROCCHIA S. TAMMARO
ARCIDIOCESI DI CAPUA
I RESTAURI DELLA CHIESA PARROCCHIALE
Fratelli e sorelle,

sono note a tutti le fatiscenti, tristi condizioni strutturali nelle quali è venuta a ritrovarsi la nostra chiesa parrocchiale da circa un ventennio a questa parte. Per cui lo stato di fatto del sacro edificio, destando serie preoccupazioni, ha richiesto un doveroso, urgente e radicale intervento di consolidamento statico e di restauro, che inizierà subito dopo la Santa Pasqua e contemplerà: 1) l’impermeabilizzazione e il risanamento esterno ed interno della cupola; 2) la riparazione delle lesioni e il ripristino murario delle volte e degli archi interni; 3) il restauro di tutti gli stucchi interni; 4) la sostituzione del pavimento; 5) la pitturazione interna; 6) il ripristino delle murature e dei manti impermeabili del campanile.

Tutta quest’opera richiederà una spesa di alcune centinaia di migliaia di euro, che per poco più della metà sarà coperta dalla C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) attingendo ai fondi dell’otto per mille, mentre del restante dovrà farsi carico responsabilmente la comunità locale.

La chiesa parrocchiale è la casa di Dio in mezzo alle case degli uomini. Si legge infatti nelle premesse al Rito della dedicazione della chiesa:

“Il segno del tempio ricapitola ed esprime in certo senso i vari momenti e i modi della presenza di Dio in mezzo agli uomini. Dal tempio cosmico dell’Eden alla terra promessa, dalla tenda nel deserto al tempio di Gerusalemme, dall’umanità di Cristo alla compagine ecclesiale e ad ognuno dei suoi membri.

La chiesa-edificio è segno visibile dell’unico vero tempio che è il corpo personale di Cristo e il suo corpo mistico, cioè la Chiesa sposa e madre, la quale celebra in un determinato luogo il culto in spirito e verità.

La primaria funzione del tempio, come segno visibile del popolo di Dio radunato per celebrare l’Eucaristia e i Sacramenti, si dilata nell’altra funzione complementare e integrante di luogo dove risuonano i ritmi delle ore e delle stagioni, la lode e la parola di Dio.

Così il tempio accoglie la molteplice presenza del Signore: nella Chiesa radunata in suo nome, nella sua Parola, nella preghiera di lode, nel sacerdozio ministeriale, nei Sacramenti, nel Sacrificio, che si prolunga nella presenza reale per il conforto degli infermi e per l’incontro adorante, comunitario e personale con il Signore.

La casa del popolo di Dio, per quanto riguarda la struttura, il decoro e la funzionalità, deve stare a cuore di tutti i credenti che in essa rinascono alla vita divina e in essa saranno benedetti per l’ultimo esodo pasquale verso la patria. È casa di tutti e come tale deve essere curata e custodita con amore anche nel suo aspetto esteriore, che è segno della nostra purezza interiore.

Si esortano i fedeli a manifestare la loro sensibilità per la chiesa in cui si radunano, come nella casa loro propria”.

La nostra chiesa parrocchiale intitolata al vescovo e confessore della fede S.Tammaro, risalente di certo ad epoca immemorabile, attestata a partire dai primi decenni del XIV secolo e poi modificata ed ampliata in tempi successivi, ci è stata finalmente consegnata dai nostri avi nel suo attuale, maestoso assetto architettonico tra il 1741 e il 1776. Il Signore Dio, al Quale per primo la nostra chiesa è dedicata, ha scelto questo tempio come sua dimora per la santificazione del suo popolo: “Mi sono scelto questo luogo come casa ove sacrificare… I miei occhi saranno aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Io mi sono scelto e consacrato questa casa perché il mio nome vi resti sempre; i miei occhi e il mio cuore saranno là tutti i giorni” (2 Cronache 7, 12; 15-16). In questo tempio il Signore Dio richiede a chiunque il suo culto: “Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario” (Levitico 26, 2). In questo tempio il Signore Dio è sempre disposto ad esaudire le preghiere del suo popolo: “(Qui) chiunque chiede riceve” (Matteo 7, 8; Luca 11, 10).

Nella vita di S.Francesco d’Assisi, non a caso raffigurato insieme a S.Tammaro ai piedi della Madonna della Libera nel dipinto centrale della magnifica volta a cassettoni della nostra chiesa, si racconta che “un giorno era uscito nella campagna per meditare. Trovandosi a passare vicino alla chiesa di San Damiano, che minacciava rovina, vecchia com’era, spinto dall’impulso dello Spirito Santo, vi entrò a pregare. Pregando inginocchiato davanti all’immagine del Crocifisso, udì con gli orecchi del corpo una voce scendere verso di lui dalla croce e dirgli per tre volte: Francesco, va e ripara la mia chiesa che, come vedi, è tutta in rovina!” (S.Bonaventura da Bagnoregio, Leggenda maggiore, cap. II, 1). Solo più tardi il Santo comprese che in realtà quella voce divina lo aveva chiamato alla restaurazione della Chiesa universale. Tuttavia S.Francesco immediatamente si adoperò per i restauri della chiesa di S.Damiano, offrendo allo scopo il suo denaro e i frutti della sua questua fra le strade e le piazze di Assisi: “Chi mi dà una pietra, diceva, avrà una ricompensa; chi due pietre, due ricompense; chi tre, altrettante ricompense!”. E a tutti, luminoso di gioia, rivolgeva l’invito: “Venite, aiutatemi in questi lavori, e sarà glorificato il nostro Padre celeste!” (Leggenda dei tre compagni, cap. VII, 21; 24).

Ora, ad ogni famiglia di questa comunità parrocchiale il Signore rivolge il suo invito: “Va’, e contribuisci al restauro della mia chiesa! Dà il tuo aiuto ai lavori per la mia chiesa!”. Tutti sono chiamati a rispondere all’appello divino con la fede e l’ardore del salmista: “Mi divora lo zelo per la tua casa” (Salmo 69, 10; Giovanni 2, 17), e ad operare con la rapidità e l’entusiasmo di S.Francesco, che dall’alto della volta della nostra chiesa assicura: “Quanti daranno la loro offerta (la loro pietra) per la chiesa non resteranno senza ricompensa celeste”.

Con la presente comunico che subito dopo la Pasqua si costituirà un comitato formato da fedeli cristiani della Parrocchia, ai quali si affiderà l’incarico di raccogliere presso tutte le famiglie della comunità le offerte da devolvere per i restauri della chiesa. I nomi dei componenti il detto comitato saranno resi noti al più presto.

Le Sacre Scritture riferiscono che quando il popolo ebraico – finalmente libero dalla schiavitù egiziana – era in cammino verso la terra promessa “il Signore parlò a Mosè dicendo: Ordina agli Israeliti che raccolgano per me un contributo. Lo raccoglieranno da chiunque sia generoso di cuore… Essi mi faranno un santuario e io abiterò in mezzo a loro. Mosè radunò tutta la comunità degli Israeliti e disse loro: Il Signore ha comandato: Prelevate su quanto possedete un contributo per il Signore. Quanti hanno cuore generoso, portino questo contributo per il Signore… Allora tutta la comunità degli Israeliti si ritirò dalla presenza di Mosè. Quanti erano di cuore generoso ed erano mossi dal loro spirito, vennero a portare il contributo per il Signore, per la costruzione della tenda del convegno…” (Esodo 25, 1-2; 8; 35, 1; 4-5; 20-21).

Oggi, a tutte le famiglie di questa comunità il Signore richiede per i restauri della nostra chiesa parrocchiale un’offerta fatta con cuore generoso, e la richiede come un tempo ai figli d’Israele. La richiede la Madonna della Libera, venerata in questo tempio dagli inizi del Seicento, a partire dal prodigioso miracolo compiuto a beneficio di Pavonessa Pratillo. La richiede S.Tammaro, patrono della nostra comunità e titolare di questa chiesa. La richiedono i nostri avi, che nel regno dell’eternità esulteranno, mentre le loro stesse ossa vibreranno di gioia al pensiero che i loro discendenti del Terzo Millennio non trascureranno, né lasceranno cadere a vuoto gli enormi sacrifici che essi hanno fatto, due secoli e mezzo or sono, per lasciarci in eredità questa chiesa, quale inestimabile retaggio di fede, di storia, di arte e di cultura.

Già si prospetta all’orizzonte, in un futuro sicuramente non lontano, la visione della nostra chiesa riportata ai suoi originari splendori, per continuare a svolgere la sua funzione di uno fra gli edifici sacri più belli dell’arcidiocesi di Capua. Frattanto, in attesa che tutti rispondano con fede, con amore e con generosità di cuore a questo appello alla comune e fattiva collaborazione, auguro buone feste pasquali e sull’intera comunità invoco la benedizione di Dio, della Madonna della Libera, di S.Tammaro e di S.Francesco d’Assisi.

San Tammaro, 31 marzo 2013
Domenica di Pasqua
Risurrezione del Signore

Il Parroco
Sac. Felice Provvisto